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Riflessioni

Spunti di pensiero su dinamiche economiche e sociali

16
Settembre
2018

L'identità culturale non esiste?

il nuovo saggio di François Jullien

L'identità culturale non esiste?

Il recente lavoro di François Jullien, dal titolo L'identità culturale non esiste (Einaudi, 2018), ci segnala come il concetto di "identità culturale" possa nascondere qualcosa di pernicioso, laddove porta a pensare alla cultura come a qualcosa di statico, determinato, immobile. Nella visione di Jullien, per porre le basi di un possibile dialogo fra le civiltà occorre in primo luogo affrontare la loro varietà in termini di scarto e non di differenza.
Segnaliamo qui l'interessante articolo "Jullien, L'identità culturale non esiste" di Mario Porro pubblicato su DoppioZero.

 

Written by: Danilo D'Amico Categories: Educazione Finanziaria, Antropologia, Letteratura / Cinema / Arte, Riflessioni

09
Febbraio
2015

Unione Europea e visione tedesca

Per una comprensione della politica economica della Germania

Unione Europea e visione tedesca

Le difficoltà della grave recessione economica in atto pongono continui ripensamenti delle politiche adottate, da un lato, dall'Unione Europea e, dall'altro, dai singoli paesi membri. Le critiche più aspre sono rivolte al primato che il pensiero economico tedesco ha assunto in ambito comunitario. Il presente lavoro vuole approfondire le ragioni di questo primato e valutarne l'essenza. Per questa ragione, non si può prescindere dalla genesi e dall'inquadramento storico del pensiero economico che contraddistingue l'establishment germanico. Dunque, senza pretese di esaustività, partiamo dalla crisi del liberalismo di fine XIX secolo, dalla scuola di Friburgo (nata negli anni trenta), e in particolare dal convegno Walter Lippman (Parigi 26-39 agosto 1938). In quel periodo, sotto i timori dell'ascesa di governi totalitaristi di diversa matrice, si consolidava la disillusione rispetto alle precedenti visioni naturalistiche del sistema economico (liberismo classico) e del laissez-faire. Nasceva così l'ordoliberalismo, concezione tedesca del neoliberalismo (l'ordolibéralisme allemand), che prendeva il nome dalla rivista Ordo sulla quale, nel 1936, tre dei rappresentanti della Scuola di Friburgo (Walter Euken, Eugen von Böhm-Bawerk, Alexander Rüstow) pubblicarono il loro Manifesto.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Macroeconomia, Riflessioni

04
Maggio
2014

Utilizzo risorse informative - I sondaggi mentono?

Le presentazioni pubbliche dei sondaggi sono mezze verità?

Utilizzo risorse informative - I sondaggi mentono?

"La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta" - Theodor Adorno

Tutti sembrano concordi nell'affermare che l'informazione è una delle più importanti risorse della nostra epoca, oltre che consapevoli che quella che ci arriva attraverso giornali, radio, televisioni e Internet, è anche una risorsa fondamentale della vita democratica, nonché una fonte di potere. Dunque, in un Blog che si occupa di Debito e di Economia non stona una digressione su come le risorse informative vengono rese disponibili e utilizzate.

Se è vero che la libertà di scelta ha da sempre affascinato l'umanità, è altrettanto vero l'interesse umano per la predizione di eventi e, quindi, anche di scelte che altri uomini e donne andranno a compiere. Nelle società contemporanee gli oracoli di antica memoria sono stati sostituiti da strumenti predittivi a valenza statistica. In questo contesto, il Blog Etica Sempre (www.eticasempre.it) pone un'interessante quesito. Prendendo spunto dall'incolpevole istituto TECNE' (sondaggio del 13 marzo 2014) che si comporta come tutti gli altri analoghi istituti, Etica Sempre ci rappresenta come dovrebbero essere presentati i sondaggi, e cioè

ASTENUTI & C 49,60%
PD 14,80%
FORZA ITALIA 12,70%
M5S 10,60%
NUOVO CD 1,80%
LEGA NORD 1,19%
F.LLI D'ITALIA 1,66%
SEL 1,40%
UDC 1,10%
ALTRI 5,10%
TOTALE 100,0%

Ecco come invece il predetto sondaggio è stato presentato:
PD 29,50%
FORZA ITALIA 25,20%
M5S 21,10%
NUOVO CD 3,60%
LEGA NORD 3,80%
F.LLI D'ITALIA 3,30%
SEL 2,80%
UDC 2,20%
ALTRI 8,50%
TOTALE 100,00%

La rappresentazione pubblicata pone come base cento il totale degli intervistati che esprimono una preferenza.
Ad onor del vero, l'istituto TECNE' segnala almeno a parte che i non schierati rappresentano il 49,60% degli intervistati, ma vi sono altri casi in cui il dato è celato o comunque non evidenziato.
Questo modo di fare è corretto? Queste edulcorazioni informative sono innocue? Cosa si nasconde dietro di esse?

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Antropologia, Riflessioni

05
Marzo
2014

Quanto vale un cittadino

Il capitale umano in Italia

Quanto vale un cittadino

Recentemente è stato pubblicato un curioso studio dell'Istat riguardante il valore del capitale umano di ogni italiano. Al cittadino medio è stato attribuito un valore economico sulla base di formule attuariali/finanziarie. Il metodo di calcolo usato dall'Istituto di statistica considera il valore attuale del reddito da lavoro lungo il ciclo di vita previsto, tenendo conto di possibili cambiamenti della retribuzione (dovuti anche all'esperienza), di ulteriore istruzione che si può acquisire, di modelli differenziali di partecipazione alla forza lavoro e della mortalità. Variabili su cui incidono le dinamiche demografiche, le condizioni del mercato di lavoro, nonché il sistema educativo. Si giunge cosi a stimare il valore del capitale di ciascun italiano in circa 342 mila euro. Una media che si ottiene da dati che si discostano in maniera significativa tra loro. Scostamenti notevoli si hanno sul versante del sesso( le donne varrebbero circa la metà degli uomini, 231 mila contro 453 mila) e dell'età (556 mila per i giovani, 293mila euro per i lavoratori nella classe anagrafica intermedia tra 35 e 54 anni e solo 46 mila euro per i lavoratori tra 55 e 64 anni).

Categories: Antropologia, Riflessioni

01
Marzo
2014

L'economia va come un treno

Welfare o Snowpiercer?

L'economia va come un treno

La rivista americana "Forbes" ogni autunno stila la lista dei 400 uomini più ricchi degli Stati Uniti. Il fondatore della Microsoft Corporation, Bill Gates, ormai da anni conserva l'indiscusso primo posto. Per poter rientrare tra i fortunati occorre essere "soltanto" miliardari.
La classifica è la cartina di tornasole della disparità economica presente nelle società umane: l'1% degli statunitensi (i più ricchi) possiede oltre un terzo della ricchezza dell'intera nazione. In Italia nel 2012 il 10% delle famiglie più ricche deteneva il 45,9% della ricchezza netta.
La gente mormora. Dice "i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri", se la prende con "l'euro che ci ha rovinati" o con il "governo incapace e i politici ladroni". Non sono analisi macroeconomiche, quanto piuttosto lo sfogo di "pendolari della vita" che cercano di instaurare una conversazione tra una fermata e l'altra. Lamenti che nascono e muoiono in fretta, perché è arduo trovare le soluzioni ai problemi che sottendono.

Categories: Letteratura / Cinema / Arte, Riflessioni

11
Febbraio
2014

Doing Business 2014

diagnosi dell'Italia

Doing Business 2014

Benvenuti in Italia, paese membro del prestigioso club "Ocse", del quale è il quart'ultimo stato per facilità di ottenere credito, penultimo per quantità e qualità delle tasse pagate, ultimo per capacità di far rispettare i contratti. Questo il biglietto da visita del nostro paese, con cui si presenta al resto del mondo e ai potenziali investitori internazionali. I dati provengono dal report della Banca Mondiale "Doing Business 2014", uno studio che mette a fuoco pregi e difetti del nostro sistema economico e che, attraverso l'analisi di indicatori di varia natura, attribuisce una posizione a ciascun paese in base alla facilità di fare impresa.

Categories: Macroeconomia, Riflessioni

19
Gennaio
2014

Terapie senza diagnosi

Azioni governative e recessione economica: uno stato confusionale

Terapie senza diagnosi

Dimmi cosa preferisci: un Governo che ti tiene la mano mentre il tuo Paese muore o uno che ti ignora mentre il tuo Paese si riprende?

Forse pochi tra i lettori avranno riconosciuto nella frase in apertura la rivisitazione di una citazione di Gregory House, Dr. House – Medical Division (I, 3), fortunata serie televisiva statunitense, che recita: “Dimmi cosa preferisci: un dottore che ti tiene la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre migliori?”

Questa frase spiega anche il riferimento all’immagine utilizzata in questo articolo: Sir Luke Fildes, The Doctor, 1891, Olio su tela, 166,4 x 241,9 cm, Tate Gallery, Londra.

Perché questo parallelo tra economia e medicina?

Nell’attuale contesto socio-economico, scosso da una dura e duratura recessione economica, le persone guardano ai governi nazionali con lo stesso sguardo che un paziente rivolge al proprio medico.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia, Letteratura / Cinema / Arte, Riflessioni

06
Giugno
2013

Bipedi infangati

Vivere all'ombra della catasfrofe

Bipedi infangati

"Raccontano i naturalisti che l'ermellino ha una pelle bianchissima, e che quando i cacciatori lo vogliono pigliare, usano di cacciarlo verso certi luoghi da loro appositamente infangati; dove il mondo animale arrivando si ferma e si lascia pigliare piuttostoché insozzare la sua bianchezza, la quale da lui è pregiata più che la libertà stessa e la vita." Miguel de Cervantes - El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha - 1605

Dove sono finiti gli ermellini oggi? Se il mondo animale  si ferma, piuttosto che infangarsi, il mondo umano è disposto a insozzarsi fino a morirne. Così i sistemi finanziari e economici viaggiano verso l'autodistruzione.

L'articolo di ieri di Morya Longo su Il Sole 24Ore (clicca qui) ci ricorda il lento, ma inesorabile destino che la scellerata politica di deregolamentazione del debito ha disegnato.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Macroeconomia, Notizie dalla Stampa, Riflessioni

14
Febbraio
2013

Fenomeni ritardatari

Chi prevede che cosa?

Fenomeni ritardatari

La mattina dell' 11 febbraio 2013 al radiogiornale delle 8:00 su Radio24 lo speaker, dopo aver riferito che i metereologi avevano previsto nevicate in Liguria già dalle prime ore della notte, comunicava che in realtà aveva da poco preso a nevicare. Aggiungeva che, interpellato in merito, l'ufficio delle previsioni meteo aveva comunicato che, in effetti, la perturbazione era in ritardo.

Sentita alla radio, magari alla guida della propria auto, l'informazione non presenta significative anomalie, tanto da essere tranquillamente assimilata dall'apparato digerente dell'intelletto dell'ascoltatore.
Ma per chi ha letto Harry G. Frankfurt nel suo incisivo saggio filosofico (1) potrebbe trattarsi di un esempio di "stronzata", nell'accezione usata dall'autore. Dunque non una menzogna, bensì una "stronzata".

(1) Stronzate. Un saggio filosofico (titolo inglese originale: "On Bullshit") è il titolo di un saggio del filosofo Harry Frankfurt, pubblicato originariamente nel 1986 e ripubblicato sotto forma di pamphlet nel 2005. In Italia, il lavoro è stato pubblicato nel 2005 dall'editore Rizzoli

Written by: Danilo D'Amico Categories: Riflessioni

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